domenica 12 luglio 2015

Rispondo a Myrtilla


Ciao a tutti.

Questo post nasce grazie all'invito di una blogger che ha lanciato un "guanto di sfida" ad scrivere qualche battuta concernente al essere equanime.
Vi lascio il link del suo blog:  http://hermioneat.blogspot.it/2015/07/essere-equanime.html .

Io ringrazio e comincio cosi.

Sommersa in un bivio......................... essere equanime in un mondo capovolto.

Come riuscire?
Devo esserlo per forza?
Perché e per chi?

Le ingiustizie sociali che vediamo oggigiorno e alle quali la quotidianità ci abitua (malgrado le nostre buone intenzioni) fanno si che molte persone non assumano un comportamento equanime quando si trovano davanti agli altri.

Questo si accentua quando quell'altro è "diverso".

Diverso?

Da chi?

Basterebbe accettare che ognuno di noi è un essere diverso; con gusti, abitudini, bisogni, sogni, speranze, e tanto altro assolutamente individuali.

Provo a pensare come mi sentirei se qualcuno  incominciasse a "prendermi in giro", oppure "isolarmi" per un mio gusto alimentare, per un mio sogno,oppure per una mia abitudine (mi riferisco a comportamenti sani cioè quelli che innalzano la crescita dell'individuo e la specie)?

Chiedetevelo anche voi.
Sicuramente non piacerebbe a nessuno.

Allora mi dico:

Non fare ad un altro quello che non vorresti che gli altri facciano a te.

Si equo!
Con gli altri, farà bene sopratutto a TE.